Fare la birra Priming per fare la birra

Published on gennaio 5th, 2016 | by Birra degli Amici

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Priming e carbonatazione

Tutti conosciamo la piacevole frizzantezza che la birra trasmette in bocca e le graziose bollicine che salgono dal nostro bicchiere verso la superficie. A cosa è dovuto questo fenomeno? Tutto parte dal Priming o carbonatazione. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Cos’è il Priming: la rifermentazione in bottiglia

Il priming è quella tecnica che consiste nell’aggiungere una certa quantità di zucchero fermentabile alla birra prima del suo imbottigliamento. La fermentazione di questa piccola quantità di zucchero produrrà anidride carbonica che non potendo essere liberata nell’atmosfera si conserverà all’interno della bottiglia, in parte riempiendo il vuoto tra la birra e il tappo, in parte sciogliendosi nella birra stessa. A tal proposito si parla anche di rifermentazione in bottiglia.

Il tipico rumore che sentiamo quando stappiamo una bottiglia è proprio dovuto all’anidride carbonica che fuoriesce. Allo stesso modo, le bollicine che salgono in superficie, sono l’anidride carbonica disciolta nella birra che inizia tende naturalmente a liberarsi nell’ambiente per via della diminuzione della pressione.

Carbonazione forzata

La frizzantezza di una birra è determinata dalla quantità di anidride carbonica disciolta al suo interno. Mentre gli homebrewer sfruttano la produzione naturale di gas che avviene nelle reazioni di fermentazione, negli impianti commerciali e industriali l’anidride carbonica è introdotta forzosamente attraverso apposite bombole. Si parla a questo riguardo di carbonatazione forzata.

Calcolo del Priming

Vediamo adesso come calcolare la giusta quantità di zucchero da aggiungere alla nostra birra per ottenere la frizzantezza desiderata. In ambito homebrewer, la frizzantezza si misura in volumi di CO2, ovvero litri di anidride carbonica disciolti in un litro di birra. Per ogni grammo di zucchero fermentato, si producono 0,5 grammi di alcool e 0,5 grammi di anidride carbonica equivalenti a 0,25 litri. Per ottenere un volume di anidride carbonica sono quindi necessari 4 grammi di zucchero.

A seconda dello stile di birra che vogliamo riprodurre, dovremo indurre nella birra un diverso grado di frizzantezza, quindi diversi volumi di CO2. Di seguito trovate una tabella con i diversi stili e relativi volumi di anidride carbonica necessari:

Stile Volumi CO2/litro
Ale inglesi 1,5 – 2,0
Stout e porter 1,6 – 2,2
Ale americane 2,2 – 2,6
Lager e Pils 2,4 – 2,7
Belgian Ale 2,4 – 3,2
Birre di grano 3,0 – 3,5

Ora che conosciamo i volumi esatti, per calcolare quanto zucchero aggiungere alla nostra birra basta effettuare questa semplice operazione:

volumi desiderati x 4 x Lt di birra = g di Zucchero totali

Esempio
Per 23 litri di stout scegliamo 1,8 volumi.
–> 1,8 x 4 x 23 = 166g di zucchero

L’aggiunta dello zucchero può avvenire direttamente nel fermentatore prima dell’imbottigliamento o nelle singole bottiglie. Sconsigliamo la seconda pratica, sia perchè su dosi minori aumenta l’errore nella misurazione, sia perchè con bottiglie di dimensioni differenti bisognerebbe effettuare ogni volta calcoli diversi e complicarsi inutilmente la vita. Molto meglio calcolare la quantità per i litri totali di birra e aggiungerla al fermentatore prima dell’imbottigliamento. Questa tecnica è chiamata bulk priming.

Prima di aggiungere lo zucchero è consigliato scioglierlo in poca acqua e farlo bollire per 5-10 minuti per ridurre il rischio di infezioni. Una volta bollito, aggiungerlo al fermentatore e mescolare con una paletta sterile.

Fin qui tutto semplice, ma in realtà la faccenda è leggermente più complicata. Dobbiamo infatti considerare che una certa quantità di anidride carbonica è già presente all’interno della birra. Basta versarne un po’ in un bicchiere per rendersene conto. Questa quantità disciolta nella birra varia a seconda della temperatura della birra stessa. Senza bisogno di farvi una lezione di fisca, vi ricordiamo solamente che più la temperatura è alta, minore è la capacità di un liquido di trattenere al proprio interno dei gas soluti. In questo caso, il liquido è la birra e il soluto è l’anidride carbonica. Più la temperatura è alta, meno CO2 la birra è in grado di contenere.

Per calcolare la quantità di anidride carbonica disciolta effettivamente nella birra dobbiamo però prendere in considerazione la temperatura di imbottigliamento e non quella di fermentazione. Infatti quando la temperatura aumenta e l’anidride carbonica viene liberata, non basta riportare la temperatura ai livelli originali per reintrodurre gas. Ad esempio, se la fermentazione è avvenuta a 15° ma durante l’imbottigliamento la temperatura della birra sale a 20°, l’anidride carbonica disciolta in soluzione fuggirà via, e riportare la birra a 15° sarà completamente inutile.

Detto questo, consideriamo i livelli di solubilità dell’anidride carbonica nella birra a diverse temperature:

Temperatura Volumi CO2/litro
4 1,45
5 1,40
6 1,35
7 1,31
8 1,26
9 1,21
10 1,17
11 1,13
12 1,09
13 1,06
14 1,03
15 0,99
16 0,96
17 0,93
18 0,90
19 0,88
20 0,85
21 0,83
22 0,80
23 0,78
24 0,75
25 0,73

Per calcolare il giusto quantitativo di zucchero dovrò quindi sottrarre i volumi di anidride carbonica già disciolti nella birra. Riprendiamo il nostro esempio.

I 23 litri di birra hanno fermentato a 16° ma li ho imbottigliati a 20°. Voglio ottenere una carbonatazione da 1,8 volumi. Effettuo il seguente calcolo:
(1,8 – 0,85) x 4 x 23 = 87g di zucchero

Zucchero per il Priming: quale scegliere

Tutti questi calcoli valgono per il comune zucchero da tavola, il saccarosio. E’ però usanza abbastanza comune utilizzare altri tipi di fermentabili come ad esempio miele, zucchero di canna, estratto di malto etc. Questi diversi prodotti contengono una maggiore quantità d’acqua rispetto al saccarosio e devono essere aggiunti in dosi maggiori rispetto ai valori riportati in tabella.

Di seguito vi riportiamo i valori per litro necessari a produrre 1 volume di CO2 per ciascun fermentabile:

Fermentabile g/litro
Zucchero da tavola 4
Zucchero di canna 4
Estratto di malto secco 5,2
Miele 5,5
Estratto di malto liquido 6,4

Tornando all’esempio di prima, se volessimo usare il miele al posto dello zucchero da tavola, la stessa formula diventerebbe:
(1,8 – 0,85) x 5,5 x 23 = 120g di miele.

Il nostro consiglio però è di evitare questo genere di aggiunte. Gli homebrewer si aspettano di ottenere dei notevoli apporti olfattivi o gustativi da questo tipo di ingredienti ma il loro contributo è in realtà pressochè nullo se utilizzati durante il priming. Insomma, aggiungere miele durante il priming non farà profumare la vostra birra di miele.

Una mano dal lievito

Dopo che avremo aggiunto lo zucchero e sigillato le bottiglie, i lieviti ancora presenti andranno a fermentarlo producendo piccole quantità di alcool e anidride carbonica. Alcuni homebrewer, imitando le pratiche dei birrifici professionali, aggiungono una piccola quantità di lievito tipo T-58 prima dell’imbottigliamento. Si ritiene che questo agevoli la rifermentazione e ammorbidisca gli odori più pungenti.

La seconda fermentazione

Chiudiamo con una precisazione concettuale. Spesso si sente parlare di seconda fermentazione in riferimento alla rifermentazione in bottiglia. Sbagliato! La seconda fermentazione altro non è se non l’ultima fase della fermentazione, quella che avviene dopo lo spurgo del lievito.

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65 Responses to Priming e carbonatazione

  1. giuseppe says:

    salve vorrei sapere dopo imbottigliato x i canonici 6,5 gr lt e poi le bottiglie messe pozzetto frigo a 20 gradi poi passano nel box e la temperatura raggiunge purtroppo 27 gradi non ho altro posto essendo alta la temperatura mi chiedo quantita zucchero in gr x lt devo mettere x mi sono esplose 3 bottiglie girata la birra con paletta costante .se posso avere risposta sul mio sito email grazie e ciao giuseppe

  2. Birra degli Amici says:

    Ciao Giuseppe, ti abbiamo risposto via email!

  3. ErmenegildoRos says:

    LO ZUCCHERO DI CANNA HA UNA MAGGIORE EFFICIENZA RISPETTO ALLO ZUCCHERO BIANCO DA TAVOLA.
    STATE ATTENTI RAGAZZI CHE VI SCOPPIANO LE BOTTIGLIE DAVVERO, CONTROLLATE L’EFFICIENZA DELLO ZUCCHERO DI CANNA!!

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Ermenegildo, non ci risulta che lo zucchero di canna abbia una maggiore “efficienza”. Se mai ci fosse differenza, dovrebbe essere a vantaggio dello zucchero bianco che contiene meno minerali rispetto a quello di canna. In ogni caso sarebbe così insignificante da non poter determinare l’esplosione delle bottiglie. La causa tutt’al più potrebbe essere un eccessivo utilizzo di zucchero, che sia di canna o di barbabietola. Ciao!

  4. Antonio frezza says:

    Salve, finora ho carbonizzato in bottiglia, ora vorrei provare nel fermentatore.
    1 devo prima travasare in altro ferm. ?
    2 lo zucchero o altro fermenta bile deve essere raffreddato ma a quale temp per nn uccidere i batteri?
    Grazie mille

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Antonio! La carbonatazione serve a sviluppare l’anidride carbonica responsabile della frizzantezza, per dirla poveramente, le “bollicine”. Quando la birra non è sotto pressione, l’anidride carbonica “evapora”. Per questa ragione se vuoi carbonare nel fermentatore devi assicurarti:
      1-che il tuo fermentatore abbia una chiusura stagna tale da non far fuoriuscire l’aria; 2-che il travaso dal fermentatore alle bottiglie (o keg) avvenga sotto pressione. In alternativa dovresti spillare direttamente dal fermentatore/maturatore (facendo una sorta di cask inglese) ma non aspettarti che la birra manterrà molta frizzantezza. Una volta spillata la prima infatti il fermentatore perderà di pressione. Tutto questo per dirti: chi te lo fa fare? 😀

  5. kekkopils says:

    Salve ragazzi,
    domandina un po così…
    Io vorrei utilizzare l’estratto secco per il primming..
    Devo andare con le stesse dosi di quello liquido?
    Peso sempre 5,2 anche se in polvere?
    Grazie

    • Birra degli Amici says:

      Ciao kekko! abbiamo notato che c’era un piccolo errore che abbiamo provveduto a correggere. 5,2 era la quantità per l’estratto secco, mentre quella dell’estratto liquido è 6,4 g per produrre 1 volume di CO2. Ricorda di contare nel calcolo anche i volumi già presenti nella birra a causa della fermentazione! Ciao 😉

  6. tex says:

    qualcuno ha mai provato il fruttosio al posto di altri zuccheri ?

  7. Marco says:

    Salve a tutti!
    Volevo sapere.. Se faccio fermentare la mia Pils a 20 gradi circa, poi la decanto a 3-4 gradi per una notte e la riporto a 20 gradi e poi imbottiglio, il fatto che abbia subito una decantazione non influisce sui volumi di CO2 già presente?
    Grazie mille
    Marco

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Marco! Per la CO2 disciolta devi considerare i 20°. A temperature più alte le soluzioni (la birra in questo caso) trattengono meno gas al proprio interno, liberandoli nell’aria. Il fatto che tu abbia portato la birra a 3° non ha provocato un aumento dei gas disciolti (poche ore non sono mai sufficienti, soprattutto se le temperature sono così basse da inibire la fermentazione), oltretutto riportandola a 20° li hai immediatamente liberati. Ciao!

  8. Fabrizio says:

    Salve, volevo sapere come in generale incide il CO2 che viene usato nelle birrerie o pub come spinta per spinarle; si aggiunge a quello desiderato nella produzione? cambia al bicchiere le condizioni di fabbrica? se si, come fanno per le ALE, le STOUT e le PORTER che hanno i limiti inferiori di frizzantezza? Grazie e Ciao

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Fabrizio, sinceramente su questo argomento siamo impreparati. Dovresti chiedere a qualche publican esperto che saprebbe consigliarti meglio di noi… sorry!

  9. Simone says:

    Salve sono un neofita e ho appena iniziato la fermentazione di una lager con il normale zucchero bianco. Vorrei sapere quali s/vantaggi avrei ad utilizzare lo zucchero di canna per il priming e se cambiano le dosi grazie

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Simone, lo zucchero di canna presenta un maggior contenuto di acqua rispetto allo zucchero bianco, quindi le dosi devono essere di poco superiori. Per il resto sono molto simili e a livello organolettico è difficilissimo percepire il contributo dello zucchero di canna…

  10. Smemo says:

    Dopo quanti giorni dall’imbottigliamento si può provare la prima birra? Ps: la mia è una lager 6 gr per litro

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Smemo, dipende sempre dal tipo di birra. Innanzitutto devi concedere 15 giorni per completare la carbonatazione. Al termine, la birra sarà ancora acerba ma potrai assaggiarla per farti una prima idea. In generale, un mese di maturazione a temperatura di frigo è consigliabile, soprattutto per la lager. Ciao!

  11. tex says:

    ho aggiunto direttamente lo zucchero nel fermentatore prima di imbottigliarlo e dopo che la birra era più che pronta mi è capitato di trovare alcune bottiglie poco frizzanti (quasi assente) mentre il resto erano buonissime …dove ho sbagliato ?

    • Birra degli Amici says:

      Ciao tex, l’aggiunta di zucchero prima dell’imbottigliamento serve a generare il gas responsabile della frizzantezza. Se lo aggiungi durante la fermentazione inevitabilmente disperderai il gas nell’aria, producendo birre poco o per nulla frizzanti. Non sappiamo come mai alcune bottiglie fossero correttamente carbonate, quello può dipendere da molti fattori (una fermentazione che è andata avanti anche nella bottiglia, una temperatura di imbottigliamento molto bassa, livello di riempimento della bottiglia..)

  12. Giuseppe says:

    Salve a tutti, sono alla mia prima birra e ho usato un malto pronto della Cooper, volevo sapere se lo zucchero per la carbonizzazione va aggiunta anche per questi preparati o no (visto che nelle istruzione non ne parla). Se si, per l’imbottigliamento devo aspettare o faccio subito dopo l’aggiunta dello zucchero? Ciao e grazie.

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Giuseppe, per la carbonatazione lo zucchero va aggiunto al momento di imbottigliare, anche per birre fatte con il kit.

  13. Giuseppe says:

    Salve, stasera ho carbonizzato, vorrei sapere quanto tempo devo aspettare prima di imbottigliare? Grazie

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Giuseppe, cosa intendi con “ho carbonizzato”? Quando aggiungi lo zucchero per il priming devi subito imbottigliare, altrimenti l’anidride carbonica prodotta dalla sua fermentazione si disperde nell’aria!

  14. Giuseppe says:

    Grazie ragazzi, mi sa che ho fatto gia la prima cavolata… ho imbottigliato il giorno dopo… mi rifarò con la prossima.

    • Birra degli Amici says:

      Verrà meno gasata di quanto previsto, ma pur sempre potabile. La prossima volta saprai come muoverti 😉

  15. Mauro says:

    Salve, ho fatto la mia prima birra da kit una lager della Coopers. A due mesi dall’imbottigliamento presenta un retrogusto amaro. Nella seconda birrificazione ho notato che il tubo in dotazione nel kit tira aria dal rubinetto dove è inserito, è possibile causa di ossidazione del mosto avendo fatto il doppio travaso 7gg + 7 gg, pertanto la causa dell’amaro o dipende da altro?

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Mauro, l’ossidazione non aumenta l’amaro di una birra ma conferisce un sapore “ferroso”. Hai aggiunto altri ingredienti alla birra o hai usato solo l’estratto?

  16. Mauro says:

    Non ho aggiunto nient’altro….forse non ho raffreddato abbastanza in fretta…era la prima che facevo. Grazie

    • Birra degli Amici says:

      No, il raffreddamento non c’entra.. Forse c’era un problema con l’estratto, oppure il mosto è entrato in contatto con qualche sostanza presente per sbaglio nella pentola, nel fermentatore o sugli strumenti che hai usato. Con il kit è difficile avere problemi di amaro in quanto gli estratti sono già luppolati e perchè non c’è il rischio di estrarre tannini dalle trebbie (che danno un senso di amaro / astringenza) come nell’all grain.

  17. Mauro says:

    Quindi trattasi di infezione/contagio. Colgo l’occasione per chiedervi: per un prodotto finale migliore da kit è preferibile il 3 kg già zuccherato o il 1,8 kg sostituendo lo zucchero con beermalt ?

    • Birra degli Amici says:

      No, se fosse infezione sarebbe diventata acida. Intendo magari qualche sostanza per la pulizia del fermentatore, o altro che possa aver conferito il sapore amaro.. Di più non possiamo dirti. Sulla seconda domanda: non fanno grande differenza, non è quello che determina la qualità della birra..

  18. Stefano says:

    Ho fatto un preparato da 13 lt con una doppio malto, la ho messa nel primo fermentatore dove è iniziato il processo, dopo circa 6 giorni ho travasato nel secondo fermentatore, e qui ha reiniziato a fermentare (capito dalle bollicinie nel gorgogliatore), ma a distanza di 15 giorni in totale, continua a fare bolle dal gorgogliatore, è meglio aspettare ancora che finisca proma di imbottigliare? le doppio malto necessitano di piu tempo per fermentare dato che ahnno piu zuccheri?

  19. Federico says:

    Ditemi se ho già sbagliato, non sapevo come fare è ho messo direttamente lo zucchero nella bottiglia è poi versato la birra è tappato ho sbagliato?

    • Birra degli Amici says:

      Se il quantitativo di zucchero era corretto non devi temere nulla.. Alcuni fanno prima bollire lo zucchero in un po’ d’acqua per stare più tranquilli sul fronte infezioni, e poi versano nel fermentatore prima di imbottigliare. Ognuno però fa come preferisce 😉

  20. Ciro says:

    Salve, prima di tutto complimenti x il x i vari tutorial tutti sempre molto utili, volevo chiedevi un piccolo chiarimento riguardo al quantitativo di zucchero x il priming, premetto ke sono alla mia prima bassa fermentazione e fino ad adesso con le alte fermentazione ho sempre usato usato 6/7 grammi litro e non ho avuto mai problemi, ma adesso volevo iniziare a migliorare questa fase, adesso nel Fermentatore ho 46 litri usando la formula ” 2.5x4x46=460″ 460grammi? Questo dato si riferisce ad una birra completamente piatta? Usando la 2 formula calcolando la c o 2 già presente nel mosto ad una temperatura di 20gradi “2.5-0.85x4x46=303 ” e siamo poco più di 6gr litro quindi corretta, così facendo la prima formula a cosa serve?. Grazie

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Ciro, la seconda formula è quella più corretta che tiene in considerazione anche la co2 disciolta nella birra. Il quantitativo indicato non è quello per ottenere una birra piatta (il quantitativo in quel caso sarebbe zero grammi) ma per ottenere la giusta carbonatazione.
      Ciao!

  21. fabio says:

    Salve vorrei capire una cosa, io sono alla mia prima birra ancora in ” 1 fermentazione ” , nell’imbottigliamento lo zucchero ,nel mio caso destrosio puro , come lo devo disciogliere: nella bottiglia ( considerando che è un prodotto asettico solo per birra ) o disciolto ( quale temperatura? )e poi nel fermentatore un attimo prima di imbottigliare? ed in quali quantita? per la tarweiber è 7g/L, non ho ben compreso le tabelle dei volumi 😉 grazie ancora e scusate l’ignoranza

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Fabio, l’importante è che tu inserisca lo zucchero poco prima dell’imbottigliamento. Che tu lo faccia nel fermentatore o nella bottiglia non cambia nulla, solo che è più facile dosarlo per il totale piuttosto che per ogni singola bottiglia. Se poi hai anche bottiglie da diverse dimensioni dovresti stare lì a calcolarti la quantità di zucchero per ciascuna di esse… Se lo inserisci nel fermentatore, sicuramente lo devi sciogliere prima e mescolare poi il mosto. Se lo fai per ogni bottiglia non è indispensabile. Le quantità dipendono dal tipo di birra: alcune richiedono una maggiore carbonatazione, altre di meno. La tabella riassume gli stili con relativo volume di riferimento (il livello di carbonatazione). Scegli lo stile, poi ti calcoli il totale facendo: volume desiderato x 4 x Litri di birra. Ciao!

  22. Simone says:

    Ciao amici. Vorrei sapere se e di quato devo aumentare le dosi effettuando il priming con il destrosio monoidrato

    • Birra degli Amici says:

      Ciao Amico! Non lo avevamo mai sentito..sembrerebbe un normale sostituto del glucosio. Mi terrei sulle stesse dosi dello zucchero da cucina fossi in te.. ciao!!

  23. Giulio says:

    Salve, vorrei sapere sostituendo nel priming lo zucchero fino con quello di canna se si ottiene un pizzico di aroma in più. Ringrazio anticipatamente!!

  24. Alchimista says:

    Per cominciare saluto tutti, quindi se la seconda fermentazione è essa stessa fermentazione la temperatura dove situare le bottiglie è la stessa del fermentatore? Perché ho letto in giro che potrebbe essere più bassa.

    • birradegliamici says:

      Ciao Alchimista, forse ti confondi con il processo di lagerizzazione, usato per le birre a bassa fermentazione. Per la rifermentazione in bottiglia si usa solitamente una camera calda con temperature attorno ai 24°, ma se non hai possibilità di regolare la temperatura anche attorno ai 20° va bene. Ciao!

  25. Valerio says:

    Scusate… Utilizzando x il priming un po’ del mosto messo da parte prima della fermentazione, si avverte qualche cambiamento rispetto all’utilizzo del normale zucchero da cucina? Grazie.
    Se riuscite potete rispondermi via email?

    • birradegliamici says:

      Ciao Valerio, rispondiamo qui così può tornare utile per altri. La tecnica di cui parli è denominata “Krausening” ed è stata inventata dai nostri amici tedeschi che, non potendo per legge utilizzare lo zucchero nella produzione della birra (l’editto della purezza lo vietava), hanno trovato questo escamotage per poter praticare la rifermentazione in bottiglia. Non sembrerebbe aggiungere aromi particolari. Ti consigliamo di evitare, sarebbe solo una grande e inutile complicazione. Ciriciao!

  26. Leo says:

    Ciao, ho appena imbottigliato la weizen seguendo passo a passo la ricetta dei malti già pronti. Ho aggiunto il quantitativo di zucchero del misurino prima di mettere la birra, e “spillandola” all’interno della bottiglia ha fatto una bella schiuma. Tutto normale. Il giorno dopo ho notato che nel collo della bottiglia non c’era neanche una bollicina. Il pelo libero è liscio. Se capovolgo la bottiglia però si forma la schiuma. È normale? Grazie

  27. Paolo says:

    ciao, ho fatto oggi la mia prima ginger beer (analcolica) seguendo il processo. nel procedimento mi dice all’imbottigliamento di aggiungere 1 goccia di “carbonizzatore”. Posso usare lo zucchero liquido oppure devo usare altro? in caso di altro cosa? dove lo trovo? grazie

    • birradegliamici says:

      “Carbonizzatore”?? Probabilmente è una pessima traduzione dall’inglese, con la quale si intende lo zucchero. Utilizza pure dello zucchero da tavola. Ciao!

  28. stefano says:

    ho dimenticato di aggiungere lo zucchero nel fermentatore ed ho gia imbottigliato, ora la mia birra non sara mai frizzante o sbaglio?

    cè un modo per rimediare? grazie

    si tratta di una lager,

  29. Fabrizio 73 says:

    Salve,vorrei sapere,dopo aver aggiunto lo zucchero disciolto in acqua a temperatura ambiente e poi messo nel Fermentatore ad una temperatura di circa4/5 gradi posso imbottigliare tutta la birra o di tanto in tanto va girata in modo che lo zucchero che si posa sul fondo possa entrare in maniera più uniforme in soluzione???
    Grazie

    • birradegliamici says:

      ciao fabrizio, dopo aver aggiunto lo zucchero dai una mescolata al tutto, ma dolcemente, di modo che non disturbi il letto di depositi. Una volta fatto quello imbottiglia senza pensieri 😉

  30. Vincenzo says:

    Scusate ma se io ho fermentato a 17 gradi e poi ho fatto un abbattimento di temperatura a 3 gradi,per pulire il mosto,e imbottiglio quando la temperatura è di 15 gradi ,quale è la temperatura di riferimento del calcolo per il priming?

  31. Giuseppe says:

    Salve a tutti, sto fermentando una munson gold continental pilsner, già fatto il primo travaso, considerando che sono 23 litrie ho fatto tutto in casa e la temperatura del mosto variava dai 19 ai 21 gradi! Quanti grammi di zucchero dovrò far bollire? E in quanta acqua all’incirca? Scusate non vorrei sbagliare..

  32. Giuseppe says:

    151,8 grammi?

  33. Davide says:

    Ciao a tutti, ho letto ora questo post, giusto con un po di ritardo! Comunque, sono alle mia terza cotta, una pils di un kit. Dove lo abbiamo preso ci hanno consigliato prima della fermentazione di aggiungere 250g di zucchero da disciogliere abbinandolo a 500g di estratto di malto secco. Ora leggendo tutto vorrei capire se la mia pila ha bisogno effettivamente dei canonici 6gxL o di meno.
    È stata fermentata a 14° con un lievito a bassa fermentazione e credo imbottiglieremo alla stessa temperatura. Grazie

  34. David says:

    Ciao, complimenti per l’articolo, che ormai utilizzo come riferimento e grazie al quale ho sempre ottenuto una carbonatazione perfetta!!!
    Peccato che, impaziente come sono, ho letto solo ora il vostro consiglio di evitare di usare il miele, anche se, qualche tempo fa, ho fatto il priming di una weiss E+G con miele di agrumi e, forse per autosuggestione, mi e’ parso di sentire l’aroma quano l’ho assaggiata…. Comunque, sto per imbottigliare un’Abbazia (E+G) e ho intenzione (perdono perdono ;-)) di carbonatare con miele di castagno.
    Ad ogni modo, cosa pensate delle proprieta’ antibatteriche del miele? Possono aiutare ad evitare contaminazioni in una fase cosi’ delicata come l’imbottigliamento?

    Grazie e ancora complimenti!!!
    David

    • birradegliamici says:

      Ciao David, non è che usare il miele è un male, se ti piace utilizzarlo al posto dello zucchero fai assolutamente bene a seguire le tue preferenze! Parlandoci sinceramente, non conosciamo le proprietà antibatteriche del miele e non sapremmo rispondere ad una domanda così tecnica. C’è però chi pastorizza il miele prima di utilizzarlo, quindi probabilmente non è totalmente immune da contaminazioni. Ti consigliamo di tenere sotto controllo tutte le altre variabili (pulizia delle bottiglie, dei tubi di travaso, chiusura dei tappi) se veramente vuoi evitare infezioni della tua birra. Grazie dei complimenti, ciao! 😉

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