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Ricette birra

Published on marzo 9th, 2013 | by Birra degli Amici

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Porter degli Amici

“Questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia”, diceva Leopardi circa il sabato. Probabilmente non si riferiva ad un sabato qualsiasi, scommetto piuttosto che aveva in mente più precisamente il sabato che precede una cotta all grain. Domani si parte con la cotta della nostra porter e vi possiamo assicurare che il buon Giacomino aveva perfettamente ragione.

La poesia continuava accennando alla noia mortale che accompagna poi la domenica e tutte le aspettative volatilizzate: speriamo non sia così anche per noi. Mentiremmo se vi dicessimo che i preparativi per domani si siano dilungati chissà quanto, tuttavia ci aspettiamo veramente di fare una buona birra.

La cotta in questione è dedicata al concorso Brassare Romano di Andrea Romani, che per il secondo appuntamento della seconda edizione vedrà affrontarsi le porter di tutti gli homebrewer di Roma e dintorni. Nel post di oggi vogliamo raccontarvi come abbiamo proceduto per l’elaborazione della nostra ricetta.

Iniziamo premettendo che esistono tre diversi tipi di porter secondo il BCJP: le brown porter, più leggere in corpo e alcool, le robust porter, più corpose, alcoliche e luppolate, le baltic porter, molto pulite, alcoliche e talvolta vinose. Noi abbiamo scelto la brown, probabilmente la più difficile in quanto non si possono nascondere eventuali difetti dietro l’amaro del luppolo o l’alcolicità della birra.

Siamo partiti da una base di malto Maris Otter. Con qualche ricerca su internet abbiamo riscontrato che la sua percentuale sul totale dei malti si dovrebbe aggirare attorno all’80-85%. Nelle porter non si utilizzano malti arrostiti ma tostati. Quello più utilizzato è il chocolate. Assieme al chocolate troviamo una varietà di malti speciali tipo caramello. Qui gli homebrewer si sbizzarriscono e nelle ricette reperite in rete abbiamo trovato un po’ di tutto. Ci siamo quindi sbizzarriti anche noi. Facendo di necessità virtù, utilizzeremo dello Special B (che il Cammello del Domus ci ha gentilmente fatto acquistare tempo fa in un pacco da 5 Kg e che tutt’ora giace nel nostro magazzino) e del Cara-amber. Non ho la minima idea di dove sia spuntato fuori e cosa ne avessimo mai fatto prima, ma sta di fatto che c’era e che in origine in Cara-amber era uno dei malti più utilizzati per realizzare questo stile.

Luppolo rigorosamente inglese (anche se qualche profano della rete ha optato per roba americana): Fuggles, uno dei nostri preferiti. Attenzione perchè gli IBU devono rimanere tra i 18 e i 25, quindi non esagerate. Lievito anch’esso rigorosamente inglese: London Ale, arrivato di gran carriera (o di gran corriere) in fretta e furia da Pasian di Prato (grazie Mr-Malt). Dato che la quantità totale sarà di 30 litri di mosto, faremo un piccolo starter da 1 litro.

Il mash scelto per questa cotta è un single-step da 67°, per garantire un buon corpo. L’acqua infine dev’essere mediamente pesante e carbonata. Il Todis questa volta ci ha fornito la Clevia, il cui pregio maggiore è sicuramente di costare 0,09€ / litro. 🙂

Dovremmo essere stati abbastanza esaurienti. Concludiamo postando la ricetta completa e augurandoci che gli dei della birra siano con noi.. Ovviamente vi aggiorneremo sui futuri risvolti.

PORTER DEGLI AMICI:
Malto Maris Otter: 5.400 g
Malto Chocolate: 400g
Malto Special B: 500g
Malto Cara-amber: 200g

Luppolatura:
Fuggles: 70g – 60′
Fuggles: 30g – 15′

Mash: 67° – 90 minuti.

Lievito: London Ale
Temperatura di fermentazione: 19° per 10 giorni

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