HomeStili di birraNew England IPA: lo stile della birra "spremuta"

New England IPA: lo stile della birra “spremuta”

Di stranezze birraie in questi anni ne abbiamo viste a iosa. Alcune non sono durate piú del tempo di un assaggio. La filosofia del movimento craft dopotutto é anche di sperimentare nuove tecniche, stili e ingredienti, a volte attingendo alla tradizione, a volte stravolgendola.

Oggi vi parliamo dello stile NEIPA, una di quelle storie di innovazioni che hanno incontrato il favore del pubblico e si sono diffuse a macchia d’olio nel panorama birraio. Nel bene e nel male, tra mille polemiche. Andiamo a scoprire questo nuovo controverso stile e le sue caratteristiche principali.

Cos’é la NEIPA

La parola NEIPA altro non é che l’acrononimo di New England India Pale Ale. Come si capisce dal nome, é uno stile che proviene dal nuovo mondo, gli Stati Uniti, e che deriva dalla tradizione anglosassone delle Pale Ale.  Se le American Pale Ale (A sono nate da una estremizzazione delle IPA, le New England Pale Ale possono essere considerate una estremizzazione delle APA.

Le APA sono birre dal forte sentore di frutta gialla e tropicale dovuto all’uso intensivo in dry hopping delle nuove generazioni di luppolo nordamericano e oceanico. Ebbene, le NEIPA accentuano questa caratteristica fruttata e dolciastra a tal punto da assomigliare quasi ad un succo di frutta. Non a caso sono anche soprannominate Juicy IPA, ovvero “IPA succosa”.

Il richiamo al  succo di frutta non é solamente nell’odore, nel sapore e nella consistenza in bocca, ma anche e soprattutto nel colore e nell’aspetto visivo. Le NEIPA sono infatti birre estremamente torbide o “hazy” di colori che variano dal giallo dorato all’ambrato carico. A seconda dei casi, possono ricordare un succo di ananas o ACE.

Juicy IPA - Neipa
New England IPA

Storia della Neipa: come nasce una hazy

Il BCJP, l’associazione americana che definisce gli stili di birra, attribuisce la paternitá della NEIPA al brewpub americano The Alchemist, nello stato del Vermont. The Alchemist già attorno ai primi anni 2000 produceva su scala locale la sua Heady Topper, considerata la prima versione della Neipa. Nel 2010 iniziò a produrla anche in lattina e a venderla su più larga scala. Fu solo nel 2015, quando il BCJP inserì lo stile tra quelli ufficialmente riconosciuti, che la fortuna di questa birra conobbe una diffusione nazionale e poi mondiale, dando seguito a numerose imitazioni e varianti.

Il senso della NEIPA é molto semplice. Dato il gradevole e intenso profumo di frutta tropicale delle birre APA, perché non accentuarlo e portarlo alle estreme conseguenze producendo una bomba fruttata? Gli americani, si sa, sono specialisti degli eccessi e anche in questo caso non si sono smentiti.

NEIPA in caraffa
Birra o frullato di banana?

Ricette e ingredienti della Juicy Ipa

A differenza delle APA, le NEIPA non hanno una particolare sfumatura amara, anzi. La loro struttura è tutta tesa ad accentuarne il carattere dolce e profumato. Per realizzare una ricetta di NEIPA la base dei malti da cui partire è in tutto simile a quella delle cugine APA e IPA: malti Pale, Marris Otter e Pilsner. A questi si aggiungono peró come grani secondari i cereali non maltati e altamente proteici come frumento, avena e orzo non maltato che contribuiscono alla struttura rotonda e viscosa della birra e alla torbidezza.

Anche se l’opacitá non dovrebbe essere l’obiettivo della ricetta ma solo un effetto dell’uso di grani altamente proteici, solitamente homebrewer e birrai evitano di effettuare lo step del protein-rest durante il mashing proprio per accentuare questa caratteristica. Alcuni esagitati aggiungono addirittura purea di frutta pensando, erroneamente, di aumentare il sapore fruttato della birra. Il mash delle NEIPA è solitamente un single step ad una temperatura tra 67 e 70 gradi utile a creare una buona base di zuccheri non fermentabili e dare consistenza in bocca.

Luppoli e dry hopping per NEIPA

La parte più interessante della produzione della NEIPA è peró sicuramente quella dei luppoli e della luppolatura. Qui gli homebrewer possono sbizzarrirsi utilizzando nelle proprie ricette tutte le varianti di ultima generazione: Amarillo, Citra, Centennial, Galaxy, Mosaic, Cascade. Il luppolo deve contribuire principalmente sotto il profilo degli olii essenziali e poco invece sotto quello dell’amaricatura. Per questo si salta completamente la gittata di luppolo a 60 minuti mentre si abbonda in dry hopping e nella fase di whirlpool. Molto diffusa è l’aggiunta di luppolo a fine bollitura o in First Wort Hop (durante la fase di raffreddamento).

Attenzione a non esagerare con le sperimentazioni luppoline! Il sentore delle NEIPA deve essere esclusivamente fruttato. Non devono invece assolutamente essere presenti note resinose, vegetali o erbacee. Anche per questo si utilizzano diverse gittate in dry hopping della durata non più lunga di un paio di giorni, così da estrarre al massimo gli olii essenziali e ridurre l’estrazione di altre sostanze.

Il lievito da usare nella vostra ricetta per NEIPA deve essere altamente attenuante e interferire il meno possibile con la produzione di esteri. Molti birrifici americani affermano di utilizzare ceppi autoctoni altamente selezionati, ma la verità è che un comune Wyeast 1318, Saf-Ale S-04 o Saf-Ale S-33 andranno benissimo.

Chiudiamo la parentesi sulle ricette All Grain con qualche riga sull’uso dell’acqua. Al pari delle sue cugine APA, in cui l’acqua contribuisce a dare risalto alle note luppolate, per la vostra New England IPA potete utilizzare un’acqua mediamente dura con un buon quantitativo di cloruri e solfuri.

Caratteristiche delle NEIPA

Le NEW England IPA si presentano all’aspetto con un colore tra il giallo scarico e l’ambrato. Come già detto, sono opache, tendenzialmente torbide. Versioni troppo “fangose” o “muddy” sono da evitare e frutto di esagerazione: in fin dei conti parliamo di birra, non di frullati. La schiuma è bianca, densa, compatta e persistente, a formare un cappello spesso e impenetrabile.

Al naso esplodono le note di frutta, principalmente tropicale o gialla: albicocca, pesca, mango, ananas, frutto della passione, papaya oppure mandarino e arancia sono ben accetti. Assenti invece le note resinose ed erbacee. In bocca il corpo è importante, risulta viscosa e tendente al dolce. Leggere note maltate e biscottate sono accettate ma senza esagerare.

Il tenore alcolico si aggira tra i 6 e i 9 gradi. L’amaro è praticamente impercettibile e non si superano mai i 60-70 IBU.

Neipa torbida
Un esempio di come NON dovrebbe essere una NEIPA

Esempi di NEIPA in commercio

Proprio in virtù delle loro particolarità, le Juicy Ipa sono birre molto costose, molto delicate, con una scadenza piuttosto ravvicinata e che si prestano poco al trasporto su lunga distanza. Per questo trovare delle versioni di NEIPA a stelle e strisce sul nostro mercato è quanto meno impegnativo.

Tra le birre americane abbiamo già parlato della Heady Topper, mentre altri celebri esempi sono la Julius del birrificio Tree House Brewing Company e la Hazy Little Thing del birrificio Sierra Nevada.

Tra le NEIPA che più facilmente potete trovare in commercio in Italia ci sono:

  • Hazy Jane, Brew Dog (UK);
  • Triple Hop Souce, Lervig (NOR)
  • SunRise, Birrificio Ciociaro (ITA);
  • Giant Double Step, Crak (ITA);
  • Holy Haze, Ritual Lab (ITA);
  • NEIPA, Lambrate (ITA);
  • Tuca, Birre dell’Eremo (ITA).

Come scoprirete, non è facilissimo trovare questo tipo di birra in vendita. Uno dei motivi è anche la pessima reputazione di cui gode tra alcuni birrai nostrani. Molti la considerano solo l’ennesimo eccesso venuto da oltreoceano e la guardano con diffidenza o peggio, disprezzo. Anche i beer lovers si sono suddivisi in tifoserie pro e contro il nuovo stile. E voi? Se siete arrivati fin qui, una risposta probabilmente ce la siamo già data. Prosit!

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