Fare la birra

Pubblicato il 14 Apr, 2014 | da

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Come infustare la propria birra

Vi piacerebbe poter offrire ai vostri ospiti la birra da voi prodotta direttamente dalla spina? Oggi mi dimostreremo che non è impossibile, spiegandovi come infustare la vostra birra fatta in casa con un fusto petainer o fustino keg da 5 litri e senza l’utilizzo di CO2.

Come infustare

Se si vuole realizzare un mini impianto di spillatura casalingo, il primo problema da risolvere è come fare ad infustare la propria birra. Ci sono diversi metodi, alcuni più rapidi ed economici, altri più costosi ma più “professionali”. Il primo e più semplice è quello di utilizzare un easy keg, un piccolo fustino in alluminio da 5 litri, facilmente acquistati sui siti internet di settore (vedi link utili). L’easy keg è dotato di un tappo sulla parte superiore dal quale è possibile introdurre la birra al termine della fermentazione. La spillatura avviene a caduta premendo il rubinetto posto in basso e avendo cura di rimuovere il tappino. Una volta aperto, consumate la birra il prima possibile. Se lo tenete in frigo dovrebbe durarvi una decina di giorni.

Se invece volete andare sul professionale, magari integrando il vostro fusto con una spina vera e propria, quello che vi serve è un keg o un petainer. Nel nostro caso, abbiamo utilizzato quest’ultimo. Si tratta di fustini di plastica usa e getta della capacità di 15 o 20 litri. Il prezzo si aggira sui 15€ e possono essere anch’essi acquistati su internet.

Guarda il video guida su come infustare con il petainer

L’attacco a baionetta

La valvola dei petainer non funziona come quella di un normale barattolo (inutile che proviate a svitarla). Funziona infatti solamente con un innesto a baionetta, una sorta di rubinetto utilizzato anche nei pub per l’attacco dei fusti di birra. Costa all’incirca 35€, ma ha il vantaggio di poter essere utilizzato sia per l’infustamento che per la spillatura. Assieme a questo dovrete acquistare anche un portagomma con filettatura femmina da 1/2 pollice. Non serve bombola di CO2, almeno nella fase di infustamento, in quanto il riempimento avviene per semplice caduta. Noi rer l’occasione, abbiamo trovato su subito.it un gentile inserzionista che per 110 € ci ha venduto due baionette, raccordi e valvole varie e un manometro (vedi foto).

Avvitate il portagomma all’ingresso superiore dell’innesto a baionetta avendo prima cura di rimuovere lo stantuffo posizionato all’interno dello stesso (lo stantuffo serve solamente in fase di spillatura, in quanto impedisce il reflusso della birra). Collegate il portagomma attraverso un tubo in plastica alimentare alla valvola del fermentatore. Avvitando l’innesto al petainer sentirete un leggero sfiato, è normale. Assicuratevi che l’apertura laterale dell’innesto a baionetta (quella per l’ingresso della co2) sia libero. Servirà per far sfiatare il petainer durante il riempimento.

Abbassate la leva della baionetta per fissarla al fusto, quindi aprite la valvola del fermentatore per far defluire la birra. VOILAT! Il gioco è fatto.

Come montare l’innesto a baionetta e i raccordi

Ricordate sempre di sanitizzare tutto l’occorrente: portagomma, valvola, baionetta, tubo, etc. Dopo aver svitato l’innesto dal petainer, abbiamo con una pipetta versato un po’ di sanitizzante (acqua e Chemipro Oxi) sull’attacco del fusto per evitare che si formassero incrostazioni dovute alla birra residua.

Petainer, easy keg e altri tipi di fusti

Per la carbonatazione in petainer abbiamo utilizzato 1,5 g di zucchero /litro, avendo reperito informazioni in internet al riguardo, ma non possiamo darvene conferma al 100% fino a che non assaggeremo il risultato. Il petainer, a differenza dell’easy keg, rimanendo sempre sotto pressione si conserva più a lungo.

In alternativa al petainer potete optare per un fusto con innesto tipo jolly (più economico e facile da reperire) o un vero e proprio keg (ne esistono con la parte superiori svitabile). Non avendo però noi provato simili attrezzature rimandiamo a chi ha più esperienza di noi. E voi avete provato altre tecniche? Fateci sapere.

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