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Che scadenza ha la birra artigianale?

In molti paesi del nord Europa la birra é considerato un alimento vero e proprio, alla base della dieta di interi popoli. Non a caso é spesso chiamata anche “pane liquido” per le sue proprietá nutritive e caloriche. Viene spontaneo allora domandare: anche la birra ha una data di scadenza? E se si, cosa succede se la birra scade? Si puó ancora consumare? Scopriamo insieme le risposte.

La birra scade?

Partiamo con un chiarimento. La data di scadenza é un limite temporale imposto dalla legislazione italiana ed europea che indica la data dopo la quale un alimento é considerato pericoloso per la salute se consumato e non puó di conseguenza essere piú venduto. Tutti i prodotti rapidamente deperibili come latte, uova, carne, pesce, devono quindi obbligatoriamente riportare la data di scadenza sulla confezione. Le norme in tema di scadenza degli alimenti sono definite dal Decreto Legislativo 23 giugno 2003 n.181 e dal nuovo regolamento 1169/2011.

Esistono poi i prodotti non rapidamente deperibli come pasta, pane, zucchero, farina, miele che non sono rappresentano un pericolo per la salute anche a distanza di tempo. Per questi prodotti non esiste una data di scadenza. La birra fa parte dei prodotti non deperibili insieme a tutte le bevande alcoliche e puó essere consumata e venduta in qualsiasi momento senza alcun rischio per la salute.

La birra non scade, né quella industriale né quella artigianale. L’alcool di per sé é un disinfettante naturale in grado di prevenire infezioni alimentari e il proliferare di colonie batteriche pericolose per la salute. Come mai allora sulle bottiglie di birra troviamo comunque una data di scadenza?

TMC: termine minimo di conservazione

Quella che troviamo sulle bottiglie di birra non é la data di scadenza ma il termine minimo di conservazione o TMC, ovvero la data entro la quale un alimento, se conservato nelle giuste modalità, mantiene inalterate le sue caratteristiche organolettiche. Il prodotto non é pericoloso per la salute e puó essere consumato, ma il produttore non garantisce che la sua qualitá in termini di odore, sapore e gusto sia ancora quella orginale. In altre parole potrebbe avere un sapore sgradevole o semplicemente diverso. Per questo motivo si consiglia di consumare il prodotto prima della data indicata per goderne al meglio. Il TMC è solitamente riportato sulle confezioni nella formula “da consumarsi preferibilmente entro”.

Quando scade la birra artigianale

Abbiamo detto che la birra artigianale non scade. Sulle bottiglie é peró stampata la data entro la quale si consiglia di consumarla per apprezzarla al meglio. In media, si dice che la birra artigianale andrebbe consumata entro 1 anno dalla produzione, ma non é sempre vero. A seconda dello stile e del tipo di birra ci sono infatti diversi suggerimenti di consumo:

  1. Le birre IPA e APA contengono sostanze molto volatili e deperibili come gli olii essenziali e andrebbero consumate entro i 3 mesi per apprezzarle al meglio;
  2. Le birre a bassa gradazione come pils e lager o blanche andrebbereo consumate nel giro di 5-6 mesi, meglio se conservate a temperatura di frigo;
  3. Le birra acide o con gradazione elevata possono tranquillamente durare un anno e piú. Alcune addirittura si prestano molto bene all’invecchiamento.

Anche legislativiamente, le birre che hanno più del 10 di gradi alcolici non hanno l’obbligo di stampare sulla bottiglia il famigerato TMC.

In generale, vi consigliamo di non aspettare mai troppo tempo prima di consumare la birra artigianale. Se peró non ne avete occasione e volete sapere quanto tempo potete conservare la vostra birra, allora meglio conservarla in frigorifero dove potrá sopravvivere anche 12 mesi senza perdere in qualitá.

Quando scade la birra fatta in casa?

Come applichiamo le nozioni apprese alla scadenza della nostra birra fatta in casa? Come detto non c’è una data di scadenza. Anzi, alcune birre posso essere invecchiate e consumate a distanza di anni con maggiore gusto che al momento della produzione. Ricordatevi peró che, mentre i birrifici professionali hanno di solito dei processi produttivi consolidati e degli standard igienici elevati (o almeno cosí ci si augura), i processi homebrewing sono solitamente piú instabili e soggetti a imprevisti che potrebbero nel tempo portare ad un rapido degrado della qualitá o allo sviluppo di infezioni.

Tuttavia, niente panico! La natura ci ha dotato di un efficace strumento di rilevazione delle sostanze nocive: il gusto! Portate la vostra birra fatta in casa in bocca e sciacquatevi bene la lingua e il palato. Se ha un gusto spiacevole sputatela. I cattivi sapori e le “puzze” sono solitamente sintomo di infezioni batteriche. In ogni caso, anche bevendola non rischierete mai di finire all’ospedale. Al massimo vi ritroverete per qualche ora sulla tazza del bagno 🙂

Quanto dura un fusto di birra?

La scadenza della birra in fusto presenta problematiche diverse. Fino a che il fusto è chiuso non c’è alcun problema. Una volta aperto la birra nel fusto entra in contatto con l’ossigeno subendo rapidamente un processo di ossidazione. Per questo motivo, si suggerisce di consumarlo nel giro di un settimana.

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